FIE Italia

Federazione Italiana Escursionismo

Ricordi

Di Sandro Perasso
da Escursionismo n. 3 1971
riportato nel libro di Bruno d’Onofrio:
Storia della FIE – Federazione Italiana Escursionismo

Eravamo uno sparuto drappello di vecchi escursionisti, entusiasti, affratellati da una comune passione, riuniti attorno ad un tavolo con il fermo proposito di ricostruire un organismo valido e vitale per l’incremento dell’escursionismo in Italia.

Molte idee, un certo bagaglio di esperienze, tanta buona volontà ma assoluta mancanza di mezzi.

Per creare un primo indispensabile fondo cassa per le spese di corrispondenza immediata, ci siamo tutti tassati di una somma versata a fondo perso. Successivamente mettevamo spesso mano al portafogli.

Mi ricordo che attorno a quel tavolo c’erano uomini con i capelli bianchi come il buon Colla, il Valente, il Ciambellotti; altri un po’ più giovani come il Morello, il Vallebuona, il Manzo, il Lavarello, il Bisio e il sottoscritto.

Gli argomenti esposti in modo semplice e spicciolo si concretizzarono con l’impostazione di direttive rivolte alla costituzione della FIE.

Si creò il primo Comitato di reggenza, guidato dal Valente, e del quale fece parte un trio di uomini che per dinamismo, affiatamento e spavalda esuberanza di azioni, vennero chiamati «I tre moschettieri».

Frattanto l’iniziativa giunge all’orecchio dei Dirigenti dell’E.N.A.L. provinciale i quali, tramite il rag. Rosina, propongono, con allettanti promesse, di accogliere la ricostituenda Federazione in seno all’ENAL medesimo.

La proposta viene esaminata in un’assemblea delle poche Associazioni escursionistiche allora esistenti a Genova, rapidamente convocata.

Memori dell’azione disgregatrice dell’ex Dopolavoro nei confronti della FIE (che venne poi sciolta d’autorità) tutti i rappresentanti dell’escursionismo genovese dichiararono di non voler correre altri simili rischi e quindi rigettavano la proposta all’unanimità, proclamando l’assoluta indipendenza della FIE.

Il drappello di quei pochi ma coraggiosi iniziatori partiva da zero e, come avessero dovuto intraprendere una lunga e faticosa escursione, con sulle spalle un pesante zaino colmo di esperienze, buona volontà, entusiasmo, armati di tenacia e di una certa dose di audacia, si incamminarono con passo fermo e sicuro sull’erta salita.

La percorsero superando asperità notevoli e ostacoli d’ogni genere, sempre con lo sguardo rivolto in alto, verso le più ambite mete.

Updated: 17 Settembre 2016 — 18:16
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